DIMISSIONI PER GIUSTA CAUSA: SE IL DATORE NON VERSA I CONTRIBUTI, HAI DIRITTO ALLA NASPI
Una recente decisione della Cassazione (ordinanza n. 5445 dell’11 marzo 2026) chiarisce un punto molto importante per tutti i lavoratori: se il datore di lavoro non versa i contributi previdenziali, le dimissioni possono essere considerate per giusta causa.
Ma cosa significa in concreto?
Significa che il lavoratore non è obbligato a continuare il rapporto di lavoro quando il datore non rispetta uno degli obblighi fondamentali, cioè il versamento dei contributi all’INPS. Questo comportamento, infatti, è considerato grave perché incide direttamente sui diritti futuri del lavoratore, come pensione e tutele previdenziali.
La Cassazione precisa che l’inadempimento è particolarmente rilevante quando:
non è un episodio isolato
si ripete nel tempo
non è dovuto a un errore occasionale o di breve durata
In questi casi, il lavoratore può dimettersi per giusta causa e, cosa fondamentale, ha diritto a ricevere la NASPI (l’indennità di disoccupazione).
Il caso esaminato riguardava proprio un lavoratore che si era dimesso per il mancato versamento dei contributi. Inizialmente l’INPS aveva negato la NASpI, ma i giudici gli hanno dato ragione: le dimissioni erano giustificate.
La Corte sottolinea anche un principio chiave: il datore di lavoro deve comportarsi secondo buona fede e correttezza. Non versare i contributi viola questi principi in modo grave.
👉 In sintesi:Se il tuo datore non versa i contributi in modo continuativo, puoi dimetterti per giusta causa e avere diritto alla NASpI.
Se ti trovi in una situazione simile, è importante verificare bene la tua posizione e raccogliere la documentazione necessaria.
Meglio informarsi prima di fare qualsiasi passo.




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