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pablobottega
3 giorni faTempo di lettura: 0 min


BADGE E CONTROLLI SUL LAVORO: QUANDO I DATI POSSONO PORTARE AL LICENZIAMENTO
Con l’ordinanza n. 7985 del 31 marzo 2026, la Cassazione chiarisce un punto importante per aziende e lavoratori: i dati raccolti tramite strumenti di accesso, come i badge o i tornelli, possono essere usati anche a fini disciplinari. Il caso riguarda un dipendente licenziato per irregolarità nella registrazione delle presenze. Il lavoratore ha impugnato il licenziamento, ma sia la Corte d’Appello sia la Cassazione hanno dato ragione all’azienda. Secondo i giudici, queste info
pablobottega
6 giorni faTempo di lettura: 1 min


LICENZIAMENTO PER FINTA MALATTIA: COSA DICE LA CASSAZIONE
Con l’ordinanza dell’8 aprile 2026, n. 8738, la Corte di Cassazione interviene su un tema delicato: il licenziamento per presunta simulazione dello stato di malattia. Il caso riguardava un lavoratore accusato di aver finto una sindrome ansioso-depressiva per sottrarsi a nuove mansioni. La Corte d’appello aveva ritenuto legittimo il licenziamento basandosi su elementi presuntivi: certificato rilasciato da un medico generico con diagnosi ritenuta superficiale, mancata adesione
pablobottega
22 aprTempo di lettura: 1 min


FARE LAVORI INFERIORI PER ANNI NON È NORMALE: LA CASSAZIONE DÀ RAGIONE AL LAVORATORE
La Corte di Cassazione ha detto una cosa importante: se un lavoratore fa anche lavori “più bassi” rispetto al suo ruolo per tanto tempo, ha diritto ad un risarcimento. Nel caso concreto, un infermiere per più di 10 anni ha fatto anche lavori più semplici (come pulizie o attività simili) per circa il 10% del suo tempo di lavoro. Lui ha chiesto un risarcimento perché questo gli faceva perdere valore come professionista. Il giudice gli ha dato ragione e ha stabilito che doveva r
pablobottega
14 aprTempo di lettura: 1 min


LICENZIATO CON TELECAMERE NASCOSTE: IL GIUDICE DICE NO AI CONTROLLI “A SORPRESA”
Una recente sentenza chiarisce quando un datore di lavoro può controllare un dipendente con telecamere o investigatori. Nel caso, un lavoratore di supermercato era stato licenziato perché avrebbe consumato prodotti senza pagarli. L’azienda aveva usato video registrati da un investigatore privato con telecamere nascoste. La Corte ha però stabilito che quei video non sono utilizzabili, perché raccolti violando le regole sulla privacy (GDPR). Esistono due tipi di controlli: Cont
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8 aprTempo di lettura: 1 min


Dimissioni in maternità: senza convalida niente NASPI
Una recente ordinanza della Cassazione (n. 6979 del 24 marzo 2026) chiarisce un punto fondamentale in tema di dimissioni durante la gravidanza: senza la convalida dell’Ispettorato del Lavoro, la lavoratrice non ha diritto alla NASpI. Il caso nasce dal ricorso di una dipendente a cui l’INPS aveva negato l’indennità di disoccupazione, proprio perché le dimissioni erano state presentate nel periodo protetto senza la necessaria convalida. La Corte d’Appello aveva riconosciuto il
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1 aprTempo di lettura: 1 min


Licenziamento legittimo per mancato riconoscimento di truffa informatica
Con l’ordinanza n. 3263 del 12 febbraio 2026, la Corte di Cassazione interviene su un tema sempre più attuale: la responsabilità del lavoratore nella gestione dei rischi informatici. Il caso riguarda una dipendente che aveva disposto un pagamento superiore a 15.000 euro, a seguito di una e-mail apparentemente proveniente dall’azienda, poi rivelatasi fraudolenta. La lavoratrice non aveva effettuato le necessarie verifiche prima di autorizzare il bonifico. Sia la Corte d’Appell
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25 marTempo di lettura: 1 min


DIMISSIONI PER GIUSTA CAUSA: SE IL DATORE NON VERSA I CONTRIBUTI, HAI DIRITTO ALLA NASPI
Una recente decisione della Cassazione (ordinanza n. 5445 dell’11 marzo 2026) chiarisce un punto molto importante per tutti i lavoratori: se il datore di lavoro non versa i contributi previdenziali, le dimissioni possono essere considerate per giusta causa. Ma cosa significa in concreto? Significa che il lavoratore non è obbligato a continuare il rapporto di lavoro quando il datore non rispetta uno degli obblighi fondamentali, cioè il versamento dei contributi all’INPS. Quest
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20 marTempo di lettura: 1 min


TRASFERIMENTO DEL DIPENDENTE: È LEGITTIMO SE IL CLIENTE NON LO GRADISCE
Con l’ordinanza n. 4198 del 25 febbraio 2026, la Corte di Cassazione ha chiarito che, in alcuni casi, il datore di lavoro può trasferire un dipendente anche quando il problema nasce dal rapporto con il cliente. Il caso riguardava una lavoratrice impiegata in un servizio svolto in appalto. Dopo alcune lamentele sul suo comportamento da parte dell’azienda cliente, il datore di lavoro aveva deciso di trasferirla dalla sede dell’appalto alla sede legale della società. La lavoratr
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9 marTempo di lettura: 1 min


SPORT E MALATTIA
Il Tribunale di Bergamo, con la sentenza n. 50 del 22 gennaio 2026, ha affrontato un tema delicato: è lecito fare sport durante un periodo di malattia per problemi psichici? La risposta è sì, se l’attività non è incompatibile con la patologia e non ostacola la guarigione. Il caso riguardava un lavoratore licenziato per giusta causa dopo essere stato visto giocare a calcetto mentre era assente dal lavoro. L’assenza era legata a difficoltà psicologiche sorte in seguito alla d
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24 febTempo di lettura: 1 min


ILLEGITTIMO IL LICENZIAMENTO DELL’ AUTISTA POSITIVO AGLI STUPEFACENTI
La Cassazione (sentenza 4 febbraio 2026, n. 2375) ha stabilito che non è legittimo licenziare per giusta causa un autista di autobus risultato positivo agli stupefacenti se, prima del licenziamento, ha manifestato la volontà di iniziare un percorso di disintossicazione e lo ha effettivamente avviato. Nel caso esaminato, il lavoratore era stato licenziato anche perché non aveva comunicato al datore di lavoro e al medico competente una precedente presa in carico al SERT. In p
pablobottega
13 febTempo di lettura: 1 min


TROPPE PAUSE IN BAGNO: LICENZIATO
Un lavoratore, per oltre due mesi, durante le giornate di lavoro si allontanava ripetutamente dalla propria postazione per andare in bagno.Accadeva circa ogni venti minuti, arrivando anche a più di venti accessi al giorno. L’azienda ha contestato questo comportamento e ha deciso di licenziarlo.Il lavoratore non ha negato i fatti, sostenendo però di soffrire di ansia, problemi di sonno e stress legati alla situazione lavorativa. Il Tribunale di Trento ha esaminato la document
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6 febTempo di lettura: 1 min


IL TEST DEL CARRELLO È ILLEGALE: LICENZIAMENTO ANNULLATO
Con sentenza del 5 gennaio 2026, il Tribunale di Siena ha dichiarato illegittimo e discriminatorio il licenziamento di un cassiere PAM sottoposto al cosiddetto “test del carrello”. Un ispettore interno si era presentato alla cassa con un carrello pieno di prodotti, alcuni dei quali nascosti all’interno di confezioni di birra e altri prezzati con etichette di importo inferiore. Il cassiere, già sottoposto in passato a un controllo analogo, in quella occasione – trovandosi in
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5 febTempo di lettura: 1 min


TELECAMERE SÌ, CONTROLLO DEI LAVORATORI NO
Il Garante per la Privacy ha sanzionato un Comune per aver usato immagini di videosorveglianza pubblica per licenziare una dipendente ritenuta assenteista. Il principio affermato è chiaro e rilevantissimo: le telecamere installate sulla pubblica via per finalità di sicurezza urbana non possono essere utilizzate dal datore di lavoro – pubblico o privato – per controllare l’attività dei dipendenti e accertare violazioni disciplinari, se mancano le garanzie previste dall’art. 4
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28 genTempo di lettura: 1 min


Licenziato per aver assaggiato del cibo? La Cassazione mette un punto fermo
La vicenda nasce in un supermercato. Un dipendente del reparto gastronomia viene licenziato perché, a fine turno e con il punto vendita chiuso al pubblico, aveva consumato alcuni prodotti alimentari presenti nel reparto. Secondo l’azienda, quel comportamento – avvenuto durante il periodo Covid – costituiva una violazione grave delle regole igieniche e disciplinari. La questione arriva fino in Cassazione, che chiarisce un principio fondamentale del diritto del lavoro: non og
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15 genTempo di lettura: 1 min


🔍 Licenziamento e obbligo di repechage: la Cassazione chiude le scorciatoie.
Con l’ordinanza n. 31312 del 1° dicembre 2025, la Corte di Cassazione ribadisce un principio fondamentale in materia di licenziamento per giustificato motivo oggettivo: l’obbligo di repechage non può essere aggirato ricorrendo al lavoro autonomo. Nel caso esaminato, un lavoratore licenziato per GMO ha impugnato il recesso sostenendo che, subito dopo il licenziamento, il datore di lavoro aveva affidato a un collaboratore esterno mansioni che avrebbero potuto essergli assegnate
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13 genTempo di lettura: 1 min


pablobottega
23 dic 2025Tempo di lettura: 0 min


SICUREZZA SUL LAVORO: LE NOVITÀ DELLA RIFORMA 2025
Con la conversione in legge del DL n. 159/2025, il legislatore introduce un intervento organico in materia di sicurezza sul lavoro e protezione civile. La riforma rafforza prevenzione, vigilanza e formazione, incidendo in modo diretto sulle responsabilità delle imprese. Il sistema diventa più selettivo e premiale: i benefici INAIL sono riservati ai datori di lavoro virtuosi, mentre aumentano sanzioni e controlli per chi viola le norme, in particolare nei settori degli appalti
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23 dic 2025Tempo di lettura: 1 min


13ª o GRATIFICA NATALIZIA – Come calcolarla e quando pagare la tredicesima
La tredicesima mensilità, detta anche “gratifica natalizia”, è una somma aggiuntiva che i lavoratori subordinati ricevono una volta l’anno, di solito a dicembre. È un diritto previsto dai CCNL per i dipendenti del settore privato e pubblico. Ma come si calcola e quando va pagata? Come si calcola la 13ª?La tredicesima corrisponde a una mensilità aggiuntiva della retribuzione lorda e si calcola sui mesi realmente lavorati. Formula:Retribuzione lorda mensile × mesi lavorati ÷ 12
pablobottega
12 dic 2025Tempo di lettura: 1 min


LO STRESS DA LAVORO - RESPONSABILITÀ DEL DATORE DI LAVORO
La Cassazione, con l’ordinanza 26923/2025, cambia in modo importante le regole sulla responsabilità del datore di lavoro nei casi di stress da lavoro-correlato.Se un lavoratore subisce un danno grave o muore a causa del superlavoro o di condizioni stressanti, non devono essere lui o i familiari a dimostrare la colpa dell’azienda : è invece il datore di lavoro che deve provare di aver fatto davvero tutto per prevenire il rischio . Il caso nasce dalla morte di un medico, sotto
pablobottega
3 dic 2025Tempo di lettura: 1 min
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