IL TEST DEL CARRELLO È ILLEGALE: LICENZIAMENTO ANNULLATO
- pablobottega
- 5 feb
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Con sentenza del 5 gennaio 2026, il Tribunale di Siena ha dichiarato illegittimo e discriminatorio il licenziamento di un cassiere PAM sottoposto al cosiddetto “test del carrello”.
Un ispettore interno si era presentato alla cassa con un carrello pieno di prodotti, alcuni dei quali nascosti all’interno di confezioni di birra e altri prezzati con etichette di importo inferiore. Il cassiere, già sottoposto in passato a un controllo analogo, in quella occasione – trovandosi in uno stato di forte agitazione – non si accorgeva di alcuni articoli non pagati. L’azienda lo licenziava per giusta causa.
Il giudice ha però escluso ogni responsabilità grave del lavoratore. In particolare ha evidenziato che il cassiere non aveva compiti di vigilanza, che la formazione aziendale era confusa e contraddittoria, e che i test erano rivolti soprattutto a lavoratori più anziani, tanto che il ricorrente era l’unico ad averne subiti due.
Secondo il Tribunale, l’errore del cassiere era stato artificialmente provocato dall’azienda attraverso un comportamento ingannevole, finalizzato a creare una finta giusta causa di licenziamento. Una condotta che l’ordinamento non consente.
La sentenza rileva inoltre indizi di discriminazione anagrafica, collegati all’intento di “svecchiare” il personale. Per questo il licenziamento è stato dichiarato nullo.




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