POST OFFENSIVI SU FACEBOOK: LICENZIATO
- pablobottega
- 6 giorni fa
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La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 14165 del 14 maggio 2026, ha confermato la legittimità del licenziamento disciplinare di un lavoratore che aveva pubblicato su Facebook numerosi post offensivi e denigratori contro il datore di lavoro.
Secondo i giudici, il diritto di critica del dipendente è certamente tutelato, ma deve rispettare tre condizioni fondamentali: verità dei fatti (anche solo putativa, purché frutto di una verifica seria), pertinenza rispetto a un interesse concreto e continenza espressiva, cioè l’uso di toni corretti e non insultanti.
Nel caso esaminato, i commenti pubblicati sui social contenevano accuse rimaste indimostrate e utilizzavano espressioni particolarmente offensive, diffuse inoltre tramite un mezzo capace di raggiungere rapidamente un vasto pubblico. La situazione è stata aggravata dalla reiterazione delle condotte e dalla mancata rimozione dei contenuti nonostante un ordine del giudice.
Per la Cassazione, tali comportamenti hanno leso l’immagine aziendale e compromesso in modo irreparabile il rapporto fiduciario tra lavoratore e datore, rendendo legittimo il licenziamento per giusta causa.
La decisione conferma un principio ormai centrale: anche sui social network la libertà di espressione incontra limiti precisi e non può trasformarsi in diffamazione o aggressione personale.




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