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TROPPE PAUSE IN BAGNO: LICENZIATO

  • Immagine del redattore: pablobottega
    pablobottega
  • 6 feb
  • Tempo di lettura: 1 min

Un lavoratore, per oltre due mesi, durante le giornate di lavoro si allontanava ripetutamente dalla propria postazione per andare in bagno.Accadeva circa ogni venti minuti, arrivando anche a più di venti accessi al giorno.

L’azienda ha contestato questo comportamento e ha deciso di licenziarlo.Il lavoratore non ha negato i fatti, sostenendo però di soffrire di ansia, problemi di sonno e stress legati alla situazione lavorativa.

Il Tribunale di Trento ha esaminato la documentazione medica prodotta e ha rilevato che non vi era alcuna prova di una patologia o di disturbi tali da giustificare un numero così elevato di pause. I problemi di ansia risultavano solo riferiti dal lavoratore e non riconosciuti come collegati al lavoro.

Secondo il giudice, assentarsi dalla postazione con questa frequenza e per un periodo così prolungato incide gravemente sulla prestazione lavorativa e sull’utilità del lavoro per l’azienda. Un comportamento ripetuto e ingiustificato compromette il rapporto di fiducia, che è alla base di ogni rapporto di lavoro.

Per questo motivo il licenziamento è stato ritenuto legittimo: quando una condotta è grave, reiterata nel tempo e priva di adeguate giustificazioni, il datore di lavoro può interrompere il rapporto anche per giusta causa.


 
 
 

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